Farina e Farine

Tipi di farinaPer irrobustire una farina (alzare il fattore W), si puo’

  • aggiungere 50 gr di succo di limone ad un chilo di farina, scalandolo dall’acqua
  • aggiungere 10 gr di farina di ceci per ogni chilo di farina
  • aggiungere 50 grammi di glutine (Buzasiker) per ogni chilo di farina

le farine a W alto, hanno una struttura glutenica (maglia) piu’ forte. Quindi il prodotto non si ammoscia (Pane, panettone, dolci, …)

Le farina a W debole sono ideali per i biscotti

https://blog.prevenzioneatavola.it/2018/03/14/tipologie-farina-differenze/

http://www.lievitonaturale.org/farine_pane.php

 

Conversione dei pesi e volumi

Quando in una ricetta (in genere americana) si trovano quantita’ espresse in cucchiaini, tazze, quarti, ecc… NON sono misure approssimative, ma bene precise
Unità di misura di PESO espresse in grammi (gr)

  • 1 ounce (oz) [oncia] = 28 gr
  • 1 pound (lb) [libbra] = 450 gr = 16 oz

 

Unità di misura di VOLUME espresse in millilitri (ml) o centimetricubici (cc)

  • 1 teaspoon (tsp) [cucchiaino] = 5 ml
  • 1 tablespoon (tbsp) [cucchiaio] = 15 ml = 3 tsp
  • 1 fluid ounce (fl oz) [oncia fluida] = 30 ml
  • 1 cup (cup) [tazza] = 240 ml = 16 tbsp = 8 fl oz
  • 1 pint [pinta] = 470 ml
  • 1 quart (qt) = 950 ml = 4 cups

Panna Cotta di Ricotta

panna-cotta-alla-ricotta2La panna cotta di ricotta puo’ essere un dolce od un secondo leggero; si ottiene miscelando due basi

a) Ricotta, zucchero, vaniglia o sale a seconda del piatto che faremo, se dolce o salato, passata in un blender per farne una crema

b) si mette a bagno della colla di pesce e poi si scioglie in poca panna calda, che poi verra’ mescolata alla ricotta, aggiungendo il resto della panna

La proporzione tra ricotta e panna e 3:2

Se dolce, si puo’ decorare con frutta o coulis

 

Marzapane

marzapaneFrullare 125 gr di mandorle bianche congelate da almeno 30′ con 125 gr di zucchero a velo. Unire 50 gr di albumi leggermente montate. Impastare, con eventuale colorante. Si puo’ stendere e coprire una torta. Se al posto dell’albume si dovesse usare acqua, allora si ha pasta di mandorle.

 

 

 

Pasta di marshmallow (MMF)

mmfL’MMF è una pasta ottenuta dall’unione delle caramelle marshmallow e lo zucchero a velo, ha la consistenza della plastilina e si presta facilmente ad essere lavorata con le mani per poter formare decori per torte.

Per preparare la Marshmallow Fundant (MMF) occorrono:

  • 330 GR zucchero a velo
  • 150 GR marshmallow
  • 3 cucchiai di acqua

 

Procedimento

  1. Fate sciogliere le caramelle con 3 cucchiai di acqua a bagnomaria o nel microonde per 40 secondi.
  2. Con lo zucchero a velo formate un letto sul tavolo dove verserete i marshmallow sciolti e iniziate a lavorare il tutto cercando di coprire le caramelle fuse con lo zucchero. Continuate a lavorare gli ingredienti per bene fino a formare un panetto.
  3. Una volta formato dividere l’impasto e aggiungere il colorante che vi serve.
  4. Avvolgere i panetti nella pellicola trasparente e conservare nella credenza (assolutamente non conservate lo in frigo).
  5. Fatelo riposare per 24 ore prima di usarlo.
  6. Importante utilizzare zucchero a velo comprato che contiene gli amidi che aiutano la lavorazione.
  7. Una volta fatto riposare per la sua lavorazione aiutatevi con altro zucchero a velo o amido di mais (no farina) .
  8. Se la pasta dovesse risultare un po’ dura basta scaldarla pochi secondi al microonde o qualche minuto nel forno.
  9. Le decorazioni si conservano per molto tempo chiuse in una scatola.
  10. Per assemblare fra di loro i vari pezzi delle decorazioni basta una passata di acqua con un pennellino.
  11. Se volete ottenere il bianco utilizzate i marshmallow bianchi se invece dovete aggiungere il colorante vanno bene quelli colorati.
  12. Per realizzare le rose basta che cercate i video di quelle che si fanno con la pasta di zucchero il procedimento e lo stesso.

Pasta: vocabolario

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Pasta                                  Pasta                                Tészta                     pâte

Pasta all’uovo                  Fresh Pasta                     Tojásos tészta        pâtes aux œufs

Pasta frolla neutra         Pastry                                                                pâte brisée

  • Pasta matta

Pasta frolla dolce            Short Pastry                   Rövid tészta             pâtisserie courte

  • Sable’                        Breadcrumbs
  • Milano
  • Montata                    Whipped Pastry          Habos tészta
  • Per decorazioni       to decorate                   Díszítésre tészta
  • Ovis Mollis

Pasta sfoglia                     Puff Pastry                     Leveles tészta        pâte feuilletée

Pasta Phyllo                      Phyllo pastry                 Rétestészta             pâtes phyllo

Cucinare per gli altri, benefici

cucinare per altriCucinare per gli altri presenta dei benefici, secondo questo articolo… qua sotto copiato.

Le persone che preparano dolci ricorrono a qualsiasi scusa per riscaldare il forno. Preparano torte in onore di un compleanno, impastano biscotti per festeggiare una festività e tirano fuori brownies perché tutti amano il cioccolato. Ma sembra che quest’attività non significhi soltanto creare qualcosa di buono da mangiare. Cucinare dolci soprattutto quando è fatto per altri, può nascondere anche un mucchio di benefici psicologici.

Preparare dolci è una forma produttiva di espressione di sé e comunicazione.

“Sfornare dolci ha il beneficio di liberare l’espressione creativa delle persone”, spiega a HuffPost Donna Pincus, professoressa associata di psicologia e neuroscienza alla Boston University. “Esistono tantissime pubblicazioni che parlano della connessione tra espressione creativa e benessere generale. Che sia la pittura, la musica (o i dolci) c’è una diminuzione dello stress derivante dall’avere uno sfogo e un modo per esprimersi.

Lo stress è collegato a una marea di problemi mentali e fisici e trovare il modo di gestirlo è importante per condurre una vita sana.

Quando viene fatto per gli altri, sfornare dolci può rivelarsi un modo utile per comunicare i propri sentimenti. Susan Whitbourne, professoressa di psicologia e neuroscienze della University of Massachusetts, menziona la prassi culturale di regalare cibo alle persone quando i loro cari vengono a mancare. A volte non si trovano le parole e solo il cibo può comunicare ciò che s’intende dire. Ha spiegato a HuffPost “Chi ha difficoltà a esprimere i propri sentimenti potrebbe trovare utile mostrare gratitudine, riconoscenza o affetto con dolci da forno”.

Julie Ohana, operatrice socio-sanitaria e terapista di arte culinaria, ha detto a HuffPost: “In molte culture, in molti paesi, il cibo è un’autentica espressione d’amore, ed è bellissimo perché si tratta di qualcosa in cui tutti noi ci immedesimiamo. Se rimpiazza del tutto la comunicazione potrebbe diventare una pratica poco sana, ma se invece accompagna la comunicazione è un’attività senza alcun dubbio positiva e un gesto meraviglioso”.

Cucinare dolci per sé stessi e per gli altri è una forma di consapevolezza.

Tutti abbiamo sentito parlare dei benefici della meditazione e della consapevolezza – aumento della felicità e riduzione dello stress, tanto per nominarne un paio – e cucinare dolci può garantire alcune di queste gratificazioni. Se vi concentrate sul profumo e sul sapore, sull’essere presenti nel momento della creazione, questo atto di consapevolezza nel momento presente può tradursi anche in una riduzione dello stress, spiega Pincus.

Questa convinzione rappresenta uno dei motivi per cui la terapia culinaria è più diffusa, insieme all’arteterapia – rientra in un tipo di terapia conosciuta come attivazione comportamentale. Ohana spiega che sempre più persone si rivolgono a lei perché vogliono utilizzare il suo modello nella loro pratica terapeutica

“Cucinare dolci significa pensare ‘passo dopo passo’ e seguire i dettagli del presente, ma significa anche pensare alla ricetta nel suo insieme, al piatto nel suo insieme, a cosa servirà, a chi sarà destinato, al momento in cui verrà condiviso, quindi è un ottimo modo per esercitare l’equilibrio tra il momento presente e il quadro generale”, spiega Ohana.

La consapevolezza non è soltanto un’abilità da padroneggiare, ma può essere utile anche ad alleviare il peso dei pensieri tristi. John Whaite, che ha vinto il programma “The Great British Bake off” nel 2012, ha dichiarato che cucinare dolci lo ha aiutato ad affrontare la sua psicosi maniaco-depressiva.

Pincus ha spiegato che svolgere attività in modo consapevole – come ad esempio cucinare – significa “non sprecare il proprio tempo a rimuginare sui propri pensieri che, come sappiamo, porta alla depressione e ad altri pensieri tristi. Il bello di cucinare dolci è il risultato tangibile alla fine e l’effetto benefico che ha sugli altri”.

Preparare dolci per gli altri è una forma di altruismo.

Alla base c’è un atto di generosità. Sfornare dolci contribuisce a creare un senso di benessere generale, ma donare agli altri amplifica questa sensazione.

“Cucinare dolci per gli altri può aumentare la sensazione di benessere, contribuire alla diminuzione dello stress, farti sentire come se avessi fatto qualcosa di buono per il mondo, e questo migliora la connessione con gli altri” ha spiegato Pincus.

Tirar fuori dolci da forno con l’intento di regalarli è una forma di altruismo – è un sacrificio fatto per qualcun altro — e sui benefici di questo atto generoso si è studiato e scritto molto.

Ma “cucinare per gli altri ha anche un valore simbolico perché il cibo ha un significato sia fisico che emotivo”, dice Whitbourne. “I maggiori benefici si manifesteranno quando non sforni dolci per cercare attenzione o superare gli altri, ma quando vuoi semplicemente condividere la pietanza con persone che credi l’apprezzeranno. Sempre che tu sia bravo!”

Se cucinare dolci è un’attività stressante per voi, allora potreste non riscontrare gli stessi benefici psicologici – perché il rilassamento dovrebbe essere uno di questi. “Se una persona ha una fobia nei confronti della cucina, allora quest’attività non fa per lei. Funziona meglio con chi parte già da un certo livello di disinvoltura tra i fornelli”, spiega Ohana. Pincus è d’accordo “Può essere benefico per tutti, a patto che non sia stressante e obbligatorio”.

“Credo che donare cibo a qualcuno faccia bene tanto alla persona che lo riceve quanto a quella che lo porge e lo offre”, dice Ohana.

Prepareremo un dolce per l’occasione!

Questo articolo è stato pubblicato su HuffPostUsa ed è stato tradotto da Milena Sanfilippo